Piero Angela: “Dello sport preferisco il lato romantico, non quello scientifico. Buffon mi affascina perchè…”

Buffon
Gianluigi Buffon prepartita - Foto Marco Canoniero (Sportinfoto)

Il noto divulgatore scientifico, Piero Angela, è uno storico tifoso juventino ed è stato intervistato da Tuttosport per ripercorrere le origini del suo legame con il mondo sportivo e di conseguenza con la Juventus. Queste le sue parole: “Giocavano per lo più per strada. In Piazza d’Armi, ma anche dalle parti del D’Azeglio, il liceo dei fondatori della Juventus che ho frequentato anche io. Oppure in corso Matteotti, che all’epoca si chiamava corso Oporto. Proprio in quella zona abitava una delle sorelle dell’Avvocato che vedendoci cosi impegnati con il pallone ci invitò in un campo dove si allenava anche la Juventus, con una piccola tribunetta e ci consenti di usarlo, dandoci anche le maglie bianconere. Per me che ero simpatizzante fu un momento emozionante. Ero un’ala veloce, un sette e mi piaceva fantasticare sulla squadra di Combi, Rosetta e Caligaris che aveva vinto cinque scudetti quando io ero un bambino. Combi aveva aperto un bar in piazza Castello dopo la chiusura della sua carriera, dove spesso si potevano incontrare i giocatori. Mi ricordo bene anche di Foni e Rava, i due terzini che vennero dopo. Poi venne la Guerra e io fui sfollato a San Maurizio Canavese. Mi torna in mente qualche sfida goliardica come quella dei ‘grassi contro i magri’, sulla schiena al posto del numero di maglia quello dei… chili! lo ero ovviamente tra i magri”.

Piero Angela parla anche della trattazione dal punto di vista scientifico dello sport analizzata in passato dal suo programma, asserendo però che di questo ambito predilige, come molti, il punto di vista più romantico e viscerale: “A Superquark ci siamo occupati spesso di sport e scienza. Il rapporto d’altra parte è molto stretto: la fisica, per esempio, può spiegare tanti fattori del calcio. Un giorno abbiamo invitato Stefano Tacconi per parare delle punizioni battute da un robot programmato da un fisico e che lanciava la palla a oltre cento chilometri all’ora. Abbiamo anche trattato il tema dell’alimentazione degli sportivi, con degli specialisti che avevano seguito delle squadre di vela. Lo sport ha una sua componente romantica, che ha a che fare più con il cuore che con il cervello. Preferisco conservare la visione poetica e non cercare troppo l’aspetto scientifico”.

Tra i tanti sportivi che gli piacerebbe avere ospiti nella sua trasmissione sceglie Gigi Buffon: “E’ un personaggio che mi affascina. Intanto perché è un portiere e i portieri sono sempre speciali. Possono essere spettatori per lunga parte della gara, eppure a un certo punto hanno in mano il risultato. Sono diversi dai giocatori di movimento, ragionano in modo tutto loro, vivono la squadra e la solitudine. Ecco mi piacerebbe indagare questo aspetto. E Buffon, poi, mi sembra un bel personaggio, di notevole spessore umano“.

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